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Green pass e privacy: vietato ai datori conservare i QR code o fare copie

Il Garante per la protezione dei dati personali il 1° novembre ha messo in guardia gli utenti dallo scaricare App per la verifica del green pass che trattano dati in violazione delle disposizioni di legge, in alcuni casi trasferendoli anche a soggetti terzi. Il Garante ha ricordato che la App VerificaC19, rilasciata del Ministero della Salute, è l’unico strumento di controllo delle certificazioni verdi utilizzabile per garantire la privacy delle persone.

Green pass e privacy: vietato ai datori conservare i QR code o fare copie
Le aziende devono osservare una serie di adempimenti per tutelare i dati personali
Il Garante mette in guardia da app per il controllo diverse da VerificaC19

Il Garante per la protezione dei dati personali il 1° novembre ha messo in guardia gli utenti dallo scaricare App per la verifica del green pass che trattano dati in violazione delle disposizioni di legge, in alcuni casi trasferendoli anche a soggetti terzi. Il Garante ha ricordato che la App VerificaC19, rilasciata del Ministero della Salute, è l’unico strumento di controllo delle certificazioni verdi utilizzabile per garantire la privacy delle persone.

Dal 15 ottobre e fino al 31 dicembre 2021 (salvo proroghe), tutti i soggetti che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa, di formazione o di volontariato, nel mondo del lavoro, pubblico o privato, sono obbligati a esibire il green pass per accedere al luogo nel quale si svolge l’attività lavorativa. Il datore deve stabilire le procedure da osservare per i controlli e nominare gli incaricati alle verifiche che, all’ingresso o a campione, dovranno essere effettuate. Ma come possono essere trattati lecitamente i dati relativi ai controlli del green pass? E come viene tutelata la privacy dei lavoratori e dei collaboratori esterni che accedono ai luoghi di lavoro? I datori devono rispettare una serie di adempimenti anche sul versante della tutela della privacy.

In primo luogo, il datore di lavoro dovrà predisporre l’informativa sul trattamento dei dati in base all’articolo 13 del Gdpr, il Regolamento Ue 679/2016. L’informativa dovrà essere preventivamente comunicata agli interessati o esposta in sede di accesso di modo che l’interessato possa prenderne visione.

I dati personali trattati sono le generalità del lavoratore, la validità, l’integrità e l’autenticità del green pass o di una certificazione equivalente ovvero le informazioni in merito allo stato di soggetto esente da vaccinazione anti Covid-19, riportate nella certificazione di esenzione dalla vaccinazione.

La finalità del trattamento è la prevenzione dal contagio da Covid-19, in base all’articolo 9-septies del Dl 52/2021, nonché di controllo dell’autenticità, validità e integrità della certificazione verde Covid-19 o della certificazione equivalente, compresa quella di esenzione dalla vaccinazione anti Covid.

La base giuridica del trattamento è nell’adempimento di un obbligo legge. Il datore di lavoro, inoltre, dovrà provvedere alla nomina degli incaricati alle verifiche del green pass quali soggetti incaricati allo svolgimento dei trattamenti dei dati personali connessi all’esercizio del compito sopra citato, in base all’articolo 2-quaterdecies del Dlgs 196/2003 e fornendo loro le istruzioni per i controlli. Se la verifica del green pass è effettuata da un soggetto esterno (ad esempio quando il controllo è effettuato da una società esterna cui sia appaltato il servizio di custodia e vigilanza), costui dovrà essere nominato responsabile esterno del trattamento in base all’articolo 28 del Gdpr.

Il datore di lavoro dovrà anche aggiornare il Registro dei trattamenti in base all’articolo 30 del Gdpr, prevedendo i trattamenti di visualizzazione dati dei dipendenti e di tutti gli altri (ad esempio i fornitori) che accedono ai luoghi di lavoro.

Sul tema della privacy, il Garante è intervenuto a proposito della richiesta di parere sul Dpcm del 12 ottobre 2021 (Provvedimento 363 dell’11 ottobre 2021), affermando che il controllo dei green pass non dovrà comportare la raccolta di dati dell’interessato in qualunque forma, ad eccezione di quelli strettamente necessari all’applicazione delle conseguenti misure.

Da questo punto di vista, quindi, riserva dubbi la pratica di stilare elenchi sui quali indicare i soggetti sottoposti a verifica. Non sarà lecito, poi, conservare il QR code delle certificazioni verdi, né estrarre lo stesso in qualsiasi altro modo. Da questo punto di vista, quindi, non dovranno essere effettuate e trattenute copie cartacee dei green pass, né screenshot, né fotografie del certificato verde. Nel provvedimento 363, inoltre, il Garante dà il via libera alla verifica del possesso del green pass anche con modalità alternative all’uso dell’applicazione VerifcaC19, come l’impiego di un pacchetto di sviluppo per applicazioni rilasciato dal ministero della Salute (con licenza open source), da integrare nei sistemi di controllo degli accessi, o il controllo tramite il portale Inps, utilizzabile dai datori con più di 50 dipendenti.

Fonte: Il Sole 24 Ore – 8/11/2021

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L’estensione del Green pass al lavoro privato – parte 2 – Le modalità del controllo

La disposizione, nel prevedere l’obbligo di verifica, rimette al datore di lavoro l’obbligo (sanzionato in via amministrativa) di elaborare, entro il 15 ottobre 2021, le modalità di tale processo.

In secondo luogo, la norma non richiama mai il Protocollo, per cui non sembra che siano richiesti (ma non siano nemmeno preclusi) né la sua modifica, né il coinvolgimento del Comitato da esso previsto.

a) Il controllo a campione.
Per quanto il controllo, secondo la norma, possa essere anche a campione, riteniamo opportuno sollecitare una particolare attenzione a tale eventuale scelta, in quanto questa modalità – per quanto evidentemente semplificativa degli adempimenti – non sembra pienamente coerente con né con l’obbligo generalizzato e sanzionato di possesso del green pass, né con la logica sostanziale e prevenzionale di impedire a chiunque sia privo di certificato di fare ingresso in azienda.

b) Il momento del controllo
Il controllo dovrebbe essere adottato “preferibilmente”, quindi non necessariamente, all’ingresso. Un controllo diffuso all’ingresso risponde sicuramente alle finalità sostanziali, mentre una verifica randomica durante l’attività non consente di assicurare né che in
azienda non siano presenti lavoratori senza green pass, né di impedire efficacemente la diffusione del virus.
Il controllo (anche a campione) successivo all’ingresso nel luogo di lavoro rischia anche di generare contenziosi a causa del differente trattamento sanzionatorio, in quanto si potrebbe ritenere che la scelta possa essere discriminatoria: un lavoratore controllato durante il lavoro che non ha il certificato, oltre alla sanzione amministrativa, potrebbe essere licenziato (restano, infatti, in vigore le sanzioni contrattuali), mentre se lo stesso controllo fosse stato adottato all’ingresso vi sarebbe solamente la sospensione dalla retribuzione, con preclusione di ogni sanzione disciplinare, soprattutto di natura estintiva del rapporto di
lavoro.

c) Conseguenze operative della mancata presentazione del certificato
Il lavoratore che comunichi di non possedere il green pass o che non possa fare ingresso in azienda per mancanza del certificato viene considerato assente ingiustificato fino alla sua presentazione in azienda con un documento valido. Ciò impone al datore di datore di registrare e gestire l’assenza del lavoratore e il controllo del rientro con green pass valido.
Si ritiene che la comunicazione da parte del lavoratore del mancato possesso di green pass debba in ogni caso precedere l’ingresso in azienda (sul punto, v. anche approfondimento successivo), dal momento che, dopo l’ingresso in assenza di certificato, egli è già
sanzionabile.
Il fatto che il datore di lavoro sia chiamato, a pena di sanzione amministrativa, a stabilire le modalità del controllo rende dunque necessario organizzare il controllo prevedendone formalmente le procedure e la documentazione per giustificare adeguatamente la
comunicazione della violazione al Prefetto. Questo impone di regolare adeguatamente e formalmente la procedura, gli strumenti adottati, i riferimenti all’identità dei soggetti controllati, la formalizzazione del soggetto addetto al controllo (la previsione che debbano sempre in due sembra costituire una tutela per la dimostrazione della correttezza dell’operato di fronte ad eventuali contestazioni), la tracciatura formale della verifica negativa.

Fonte: Linee Guida Confindustria

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L’estensione del Green pass al lavoro privato – parte 1

L’obbligo del green pass: i soggetti destinatari

L’art. 3 del Dl 127/2021iseriscel’art. 9-septies nel Dl 52/2021, che disciplina l’impiego delle certificazioni verdi COVID-19 nel settore privato.

Per effetto di tale disposizione, dal 15 ottobre al 31 dicembre, termine dello stato di emergenza, sono obbligati, per accedere al luogo nel quale svolgono l’attività lavorativa, ad avere ed esibire il green pass:
• tutti i lavoratori del settore privato;
• i soggetti che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa o di formazione o di volontariato nei luoghi di lavoro afferenti al settore privato, anche sulla base di contratti esterni, ivi compresi i lavoratori autonomi ed i collaboratori non dipendenti.
Sul piano sostanziale, non ha senso escludere i lavoratori impiegati con contratti differenti da quello di lavoro subordinato, in quanto essi introducono il medesimo rischio e ne sono assoggettati al pari dei lavoratori dipendenti, per cui il riferimento al controllo da parte del proprio datore di lavoro è solamente eventuale (ossia quando vi sia un datore di lavoro),
restando comunque dovuto quello del datore di lavoro “ospitante” presso il quale l’attività è eseguita.
Per quanto riguarda la somministrazione, posto che il possesso del green pass è un requisito di legge, si ritiene che sia onere del somministratore assicurarsi, per poter adempiere al proprio obbligo contrattuale verso l’utilizzatore, che il lavoratore sarà sempre
in possesso dei requisiti per l’esecuzione della prestazione lavorativa. L’eventuale impossibilità di assicurarsi la prestazione del lavoratore da parte dell’utilizzatore potrà, quindi, essere fonte di responsabilità contrattuale per l’agenzia di somministrazione. Onere dell’utilizzatore sarà, invece, quello di verificare il possesso e l’esibizione del green pass da parte del lavoratore.

Fonte: Linee Guida Confindustria

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Pubblicato Kit aggiornamento Protocollo Covid-19 all’obbligo del Green Pass

Kit aggiornamento Protocollo  Green Pass è la raccolta dei documenti in formato MS Word per realizzare l’aggiornamento richiesto dal 15 ottobre 2021, quando entrerà in vigore l’obbligo per il datore di lavoro di verificare la Certificazione Verde (Green Pass), per i dipendenti e i lavoratori esterni che si recano in azienda.

E’ necessario implementare i protocolli Covid-19 già in essere con procedure scritte che diano evidenze del controllo effettuato e delle misure applicate.

I documenti del Kit consentono di effettuare tale aggiornamento in modo veloce e completo. Il Kit è costituito da:
_ Check list verifica adempimenti richiesti dal DL 127/2021 e dal Reg. Ue 2016/679
_ Modello di delega di funzione per il Responsabile della verifica
_ Informativa trattamento dati personali Green Pass
_ Procedura verifica Green Pass

Tutti i documenti sono in formato MS Word personalizzabili.

Maggiori informazioni

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10 gravi errori da evitare nell’applicare il Protocollo Anticovid-19 del 14/8/2021 nelle scuole

10 gravi errori da evitare nell’applicare il Protocollo Anticovid-19 del 14/8/2021 nelle scuole

  • il Dirigente scolastico per prevenire la diffusione del Virus, NON HA INFORMATO attraverso un’apposita comunicazione rivolta a tutto il personale, agli studenti e alle famiglie degli alunni, sulle regole fondamentali di igiene che devono essere adottate in tutti gli ambienti della scuola.
  • NON E’ STATA EFFETTUATA la formazione e l’aggiornamento in materia di COVID al personale scolastico
  • NON VIENE SVOLTA L’INFORMAZIONE relativa all’obbligo di rimanere al proprio domicilio in presenza di temperatura oltre i 37.5° o altri sintomi simil-influenzali e di chiamare il proprio medico di famiglia e l’autorità sanitaria
  • NON VIENE SVOLTA L’INFORMAZIONE relativa al divieto di fare ingresso o di permanere nei locali scolastici laddove, anche successivamente all’ingresso, sussistano le condizioni di pericolo (soggetti con sintomatologia respiratoria o temperatura corporea superiore a 37,5°; provenienza da zone a rischio o contatto con persone positive al virus nei 14 giorni precedenti, etc.) stabilite dalle Autorità sanitarie competenti
  • Per l’entrata e l’uscita dall’edificio scolastico, NON SI E’ PREVISTO la loro ordinata regolamentazione al fine di garantire l’osservanza delle norme sul distanziamento sociale.
  • NON E’ STATO PREVISTA LA RIDUZIONE dell’accesso ai visitatori, i quali, comunque, devono sottostare a tutte le regole previste nel Regolamento di istituto e/o nell’apposito disciplinare interno adottato dal Dirigente scolastico.
  • NON VIENE EFFETTUATA la pulizia giornaliera e l’igienizzazione periodica di tutti gli ambienti
  • NON SONO FATTE RISPETTARE le disposizioni relativa all’utilizzo delle mascherine
  • NON VIENE GARANTITO un buon ricambio dell’aria con mezzi naturali o meccanici in tutti gli ambienti e aule scolastiche
  • In presenza di una persona sintomatica all’interno dell’edificio scolastico NON VIENE APPLICATA IMMEDIATAMENTE LA SPECIFICA PROCEDURA: il soggetto interessato dovrà essere invitato a raggiungere la propria abitazione e si dovrà attivare la procedura di segnalazione e contact tracing da parte della ASL competente

La collana editoriale Edirama.org dedicata alla sicurezza del lavoro nelle scuole

Ispezione Covid-19 Scuola
Check list Protocollo Sicurezza Scuole Covid-19 Anno scolastico 2021-2022
Slide ppt personalizzabili – Protocollo Covid-19 Scuole – 14/8/2021 Anno scolastico 2021/2022
_ Corso on line Referente Scolastico Covid-19
Software DVR DOC per realizzare il documento di valutazione dei rischi

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Novità Check list Protocollo d’intesa per l’avvio in sicurezza dell’anno scolastico 2021/2022 nel rispetto delle norme per il contenimento della diffusione del Covid-19

Pubblicata la Check list Protocollo d’intesa per l’avvio in sicurezza dell’anno scolastico 2021/2022 nel rispetto delle norme per il contenimento della diffusione del Covid-19, sottoscritto dal Ministero dell’Istruzione e dalle Organizzazioni sindacali in data 14/8/2021

La Check list è organizzata in 14 fogli così organizzati:
1. DISPOSIZIONI RELATIVE ALLE MODALITA’ DI INGRESSO/USCITA
2. DISPOSIZIONI RELATIVE A PULIZIA E IGIENIZZAZIONE DI LUOGHI E ATTREZZATURE
3. DISPOSIZIONI RELATIVE A IGIENE PERSONALE E DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
4. DISPOSIZIONI RELATIVE ALLA MISURA DEL DISTANZIAMENTO
5. DISPOSIZIONI RELATIVE ALLA ORGANIZZAZIONE DELL’ATTIVITÀ CONVITTUALE, SEMICONVITTUALE, DEI PERCORSI PER LE COMPETENZE TRASVERSALI E PER L’ORIENTAMENTO (PCTO) E DEI PERCORSI DI ISTRUZIONE DEGLI ADULTI
6. DISPOSIZIONI RELATIVE ALLA GESTIONE DI SPAZI COMUNI
7. DISPOSIZIONI RELATIVE ALL’AERAZIONE DEGLI SPAZI
8. USO DEI LOCALI ESTERNI ALL’ISTITUTO SCOLASTICO E UTILIZZO DEI LOCALI SCOLASTICI DA PARTE DI SOGGETTI ESTERNI
9. SUPPORTO PSICOLOGICO, PEDAGOGICO- EDUCATIVO
10. DISPOSIZIONI RELATIVE ALLA GESTIONE DI UNA PERSONA SINTOMATICA ALL’INTERNO DELL’ISTITUTO SCOLASTICO
11. DISPOSIZIONI RELATIVE A SORVEGLIANZA SANITARIA, MEDICO COMPETENTE, RLS
12. COSTITUZIONE DI UNA COMMISSIONE
13. DISPOSIZIONI FINALI
14. DURATA DEL PROTOCOLLO

Formato: MS Excel

 

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Come gestire i controlli del Green Pass dal 6 agosto

 

Ecco dov’è obbligatorio avere il green pass, anche in zona bianca:

  • servizi per la ristorazione svolti da qualsiasi esercizio per consumo al tavolo al chiuso
  • spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportivi
  • musei, altri istituti e luoghi della cultura e mostre
  • piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive, limitatamente alle attività al chiuso
  • sagre e fiere, convegni e congressi
  • centri termali, parchi tematici e di divertimento
  • centri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, i centri estivi e le relative attività di ristorazione
  • sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò
  • concorsi pubblici.

KIT SOFTWARE COVID-19

Come applicare il Green Pass nei luoghi di lavoro

Le modalità di controllo della carta “verde” sono previste dal dpcm del 17 giugno 2021 all’art.13, come espressamente richiamato dal D.L. n. 105 del 23 luglio 2021.

La verifica delle certificazioni verdi Covid-19 è effettuata mediante la lettura del QR-code, utilizzando esclusivamente l’applicazione “VerificaC19”, che consente di controllare l’autenticità, la validità e l’integrità della certificazione e di conoscere le generalità dell’intestatario, senza rendere visibili le informazioni che ne hanno determinato l’emissione.

In base alle previsioni del comma 4 di tale articolo, l’intestatario del pass dovrà presentare idoneo documento di identità, su richiesta del soggetto addetto alla verifica.

Sarà sufficiente scaricare l’applicazione “VerificaC19” su un dispositivo dedicato all’ingresso del locale, anche privo di connessione internet (l’applicazione non necessita della connessione).

Non è previsto alcun trattamento dati ai fini privacy, così come stabilito dal comma 5 dell’art. 13 del DPCM 17 giugno 2021. Inoltre il Garante della Privacy, nel commento allo schema del dpcm, pubblicato il 9 giugno 2021, afferma che “tale app consente al verificatore di controllare l’autenticità, la validità e l’integrità della certificazione e di conoscere le generalità dell’interessato, senza rendere visibili al verificatore le informazioni che hanno determinato l’emissione della certificazione (guarigione, vaccinazione o esito negativo del test molecolare/antigenico rapido) e senza conservare i dati relativi alla medesima oggetto di verifica. Inoltre, è previsto che tale app effettui le predette operazioni, unicamente sul dispositivo del verificatore, anche senza una connessione dati (in modalità offline), procedendo contestualmente alla verifica dell’eventuale presenza dell’identificativo univoco della certificazione nelle liste delle certificazioni revocate (c.d. revocation list). Tali liste sono scaricate periodicamente dalla Piattaforma nazionale-Dgc e includono anche quelle degli altri Stati membri acquisite tramite il gateway europeo”.

Non tutti i lavoratori possono richiede il Green pass agli utenti, ma soltanto coloro che sono stati nominati in maniera formale dal datore di lavoro. L’art. 13, comma 4, infatti precisa che “i soggetti delegati […] sono incaricati con atto formale recante le necessarie istruzioni sull’esercizio dell’attività di verifica”.

Questo implica pertanto che la nomina dovrà essere corredata delle informazioni gestionali per la corretta supervisione dell’ingresso degli utenti, nel rispetto delle disposizioni vigenti. La consegna di tale informativa potrebbe inoltre essere accompagnata da un’attività di formazione a carattere pratico.

Fonte: redazionenews.it

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Covid-19 e sicurezza del lavoro – Guida per i lavoratori in via di guarigione e che devono rientrare al lavoro

Guida Covid-19 per i lavoratori in via di guarigione Dopo gli stress eccezionali — sia a livello fisico che psicologico — sofferti da chi ha contratto l’infezione da COVID-19 e/o è affetto da sindrome post-COVID, il rientro al lavoro può essere arduo. È possibile che incontriate ancora difficoltà con le attività quotidiane ma, per motivi finanziari o sociali, dovete lavorare per sostenere la vostra salute mentale.

SOFTWARE, CORSI ON LINE E MODULISTICA SICUREZZA DEL LAVORO PER GESTIRE IL COVID-19

  Se si è affetti da COVID-19, è meglio assentarsi dal lavoro fino a quando non ci si sente sufficientemente bene per riprendere la propria attività ma, con il giusto supporto, è possibile tornare a lavorare gradualmente o parzialmente quando non si è più contagiosi, se ci si sente abbastanza in forma per svolgere alcuni compiti. Per molti l’infezione dura un paio di giorni, benché frequentemente si protragga per due-quattro settimane (in tal caso si parla di «COVID acuta»). Scarica la guida
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COVID – Privacy – Green Pass – come gestirlo sul luogo di lavoro

COVID – Privacy – Green Pass – come gestirlo sul luogo di lavoro

Delega ad hoc per gli addetti aziendali alla verifica del green pass Covid-19.
Devono essere incaricati formalmente e devono avere istruzioni su come fare i controlli. È quanto prevede il dpcm 17 giugno 2021 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 143 del 17 giugno 2021), che ha dato le disposizioni sulla piattaforma nazionale «digital green certificate» (Piattaforma nazionale-Dgc) per l’emissione e validazione delle certificazioni verdi Covid-19.

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CORSI ON LINE PRIVACY – DPO – AGGIORNAMENTO DPO

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In sintesi, secondo quanto previsto dal decreto legge 52/2021, convertito dalla legge 87/202, le persone vaccinate o guarite o con un test negativo possono ricevere una certificazione verde digitale, utile a consentire mobilità e ingresso in luoghi in cui è necessario selezionare l’accesso per evitare diffusioni di contagio.

 

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Covid 19 – Come ridurre il rischio della trasmissione dell’infezione – aggiornamento

Il Rapporto ISS “ Raccomandazioni ad interim sulla sanificazione di strutture non sanitarie nell’attuale emergenza COVID-19: ambienti/superfici. Aggiornamento del Rapporto ISS COVID-19 n. 25/2020. Versione del 20 maggio 2021” fornisce utili aggiornamenti inerenti ai meccanismi di trasmissione del virus SARS-CoV-2.

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SOFTWARE ISPEZIONE COVID-19
simulazione verifica ispettiva ASL/Organi di controllo

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Informazioni molto utili per migliorare il sistema di prevenzione rischi Covid-19 in azienda

Puoi scaricare tale documento dal seguente link

210520_Rapporto_ISS_COVID_12_2021_sanificazione_strutture_non_sanitarie_3