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Modelli 231 – Pubblicata la Check list audit Covit-19 per Organismo di vigilanza 231

Gli effetti della pandemia del Covit-19 (Coronavirus), sulle aziende influenza anche l’attività di controllo e di verifica dell’Organismo di Vigilanza 231, che si trova a dovere gestire nuove potenziali violazioni, in seguito alle attività delle aziende e degli enti pubblici che sono aperti, e per le nuove normative emanate dal Governo.

Abbiamo quindi preparato questa utile check list per consentire all’ODV 231 di realizzare rapidamente le necessarie verifiche e controlli.
Il prodotto è costituito da due check list riunite in un unico file in formato Excel:
_ check list audit Covit-19 che consente di individuare eventuali nuove aree a rischio reati (13 quesiti)
_ check list  di controllo corretta applicazione misure Protocollo sulla sicurezza nazionale e regionale del 14/03/2020, sulle misure di prevenzione negli ambienti di lavoro (13 quesiti)

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Pubblicato il software valutazione rischio Corvit-19 nei luoghi di lavoro

Il software consente di realizzare la valutazione del rischio Corvit-19 (Coronavirus) nei luoghi di lavoro.

Il metodo di valutazione si basa su una classificazione dei livelli di rischio secondo una matrice D x P dove D è il danno potenziale derivante dall’infezione da Corvit-19, P è la probabilità di accadimento.

La valutazione del rischio avviene per singolo lavoratore.

Il software grazie a un algoritmo proprietario calcola, partendo da danno potenziale e probabilità di accadimento, il livello di rischio su 4 livelli: trascurabile, basso, medio, alto.

In automatico propone le misure di prevenzione da applicare.

Il software consente di gestire:
_ numero illimitato di aziende
_ numero illimitato di lavoratori

Non prevede un canone annuale di utilizzo
Viene installato direttamente sul pc dell’utente

La licenza consente di installare il software su 2 pc

Requisiti: Windows 7, 10, e versioni superiori

Invio del software via email entro 2 ore dal pagamento

Accedi alla scheda del prodotto

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La formazione 231, DPO, Cybersecurity e 27001 …. a casa tua con lo sconto del 50%

FORMAZIONE ON LINE COMODAMENTE DA CASA! SCONTATA DEL 50%

Corso on line Esperto ODV 231
Corso on line Esperto 231

Corso on line Esperto DPO
Aggiornamento annuale DPO
Corso on line Esperto Audit GDPR

Kit Esperto ISO 27001:2017 con corso online incluso
Corso on line Esperto Cybersecurity

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Newsletter martedì 10/3/2020 – Speciale formazione + certificazione DPO

Questo martedì sono in promozione i seguenti corsi online area DPO, Modelli 231, ISO 27001, con sconto del 40%

Corso on line Esperto ODV 231
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Aggiornamento annuale DPO
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*** Novità per DPO *** Ti segnaliamo la possibilità di certificare le tue competenze come DPO, con la certificazione EXEMPLAR GLOBAL (www.exmplarglobal.org), Ente Internazionale facente parte degli accordi IRCA/CQI, PECB, e CCAA., equipollenti di SICEV, KHC e CEPAS. Maggiori informazioni dal seguente link

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Pubblicato il software per realizzare il Modello di organizzazione e di gestione per le aziende spagnole

E’ disponibile il software MOG DOC, per realizzare il modello di organizzazione e di gestione per le aziende spagnole.
La Reforma 1/2015 con l’art. 31 bis comma 2 del Codigo Penale introduce in Spagna i Modelli organizzativi e di gestione come esimente della responsabilità penale delle persone giuridiche.
Forti dell’esperienza maturata in oltre 12 anni con la collana editoriale dedicata al D.lgs 231/01, abbiamo realizzato il software MOD DOC che consente, al pari del best seller 231 DOC di realizzare:
_ analisi e mappatura dei rischi, con definizione delle misure di controllo:
_ modello
_ codice etico
_ procedure
_ deleghe

Il software MOG DOC è interamente in lingua spagnola e può essere adattato, modifica l’elenco dei reati presupposto, a realizzare i modelli organizzativi e di gestione richiesti negli altri Paesi latino-americani di lingua spagnala.

Puoi accedere alla video demo dal seguente link

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231: Tre nuovi reati presupposto in arrivo!

Segnaliamo un interessante articolo dell’Avvocato Maurizio Area dal titolo: Peculato e Abuso d’ufficio nel D.lgs 231/01

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Il prossimo recepimento della c.d. Direttiva P.I.F. (2017/1371), sulla base della legge di delegazione europea 2018, porterà all’integrazione dell’art 25 d.lg. 231/2001 con tre nuovi delitti:

  • peculato (art 314 comma 1 c.p.), che punisce il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che, avendo per ragione del suo ufficio o servizio il possesso di denaro o di altra cosa mobile, appartenente alla pubblica Amministrazione, se ne appropria, ovvero lo distrae a profitto proprio o di altri;
  • peculato mediante profitto dell’errore altrui (art 316 c.p.) che punisce il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, il quale, nell’esercizio delle funzioni o del servizio, giovandosi dell’errore altrui, riceve o ritiene indebitamente, per sé o per un terzo, denaro od altra utilità;
  • abuso d’ufficio (art. 323 c.p.) che punisce, salvo che il fatto non costituisca un più grave reato, il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che, nello svolgimento delle funzioni o del servizio, in violazione di norme di legge o di regolamento, ovvero omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti, intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto.

Per tali delitti sarà prevista, a carico dell’ente, la sola sanzione pecuniaria fino a duecento quote.

Leggi l’articolo completo dal seguente link

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FAQ Privacy e Coronavirus (Covid19) – Il comportamento legittimo del datore di lavoro.

Durante l’ultima settimana c’è stata una corsa da parte delle aziende a svolgere controlli sui possibili contagi da Covid-19 dei propri dipendenti, fornitori, clienti e in generale dei visitatori delle loro sedi.

Sono state applicate molte azioni “faidate”, con grosse problematiche privacy relative alla pratica di  misurare all’esterno delle aziende, la temperatura corporea (la “febbre”) dei dipendenti, rifiutando l’accesso qualora risulti una temperatura superiore ai 37 gradi. In questo caso i lavoratori vengono rimandati a casa.

Tutto questo è legittimo? In caso di risposta negativa, come deve essere svolto dal punto di vista privacy tale attività?

Una chiara risposta l’ho trovata nell’articolo di Andrea Sitzia, Professore associato di diritto del lavoro Università di Padova, pubblicato sull’ultimo numero della newsletter di Federprivacy.

Riporto i passi più salienti dell’articolo che può essere consultato direttamente dal seguente link

…la misurazione della febbre possa dirsi legittima qualora venga aggiornato il documento di valutazione del rischio, con indicazione del medico competente che prescriva una tale misura come idonea a prevenire il rischio secondo criteri e modalità di diligenza e prudenza. È evidente che solamente qualora la scienza medica indichi una tale misura come necessaria, anche il trattamento del dato personale potrà ritenersi legittimo, purché trattato nel rispetto di tutte le prescrizioni in materia sopra richiamate.

Se, a questo punto, ottemperando ad una misura di sicurezza identificata e prescritta all’interno del DVR, un lavoratore dovesse risultare “fuori parametro”, ed il datore di lavoro, sempre nel rispetto di quanto prescritto dal medico competente, dovesse rifiutare la prestazione lavorativa, la sospensione della prestazione, pur lasciando aperto il profilo retributivo, potrebbe dirsi legittima….

 

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Coronavirus (Covid-19): aggiornamento privacy per aziende e professionisti

Con la problematica del Coronavirus (Covid-19)  ogni azienda si trova a dovere gestire il problema dei trattamenti dati relativi alla rilevazione di sintomi (febbre) di dipendenti, clienti, fornitori, visitatori che potrebbero celare l’infezione in corso. E in caso positivo devono bloccarne l’accesso.
Ogni trattamento di questa tipologia è un trattamento di dati personali, e come tale deve conformarsi alla normativa privacy vigente.

In questo documento (in formato MS Word editabile – 3 pagine), l’utente trova le indicazioni su come realizzare correttamente i trattamenti dati relativi alla rilevazione dei sintomi (febbre), una check list di verifica conformità al Reg Ue 2016/679, una bozza di informativa privacy specifica per il trattamento dati personali relativi alla rilevazione delle febbre.

Il documento è immediatamente scaricabile dopo il pagamento con carta di credito, PayPal, Amazon Pay

Ordinalo subito dal seguente link con lo sconto del 40% a 77,40 euro i.e. anzichè 129 euro i.e.) e lo ricevi entro 1 ora via email




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Coronavirus: buone prassi per i professionisti che visitano abitualmente le aziende

 

Le conseguenze della misure di prevenzione della diffusione del virus cosiddetto CoronaVirus, hanno toccato anche i professionisti che abitualmente si recano presso le aziende loro clienti.

AIFOS ha pubblicato un interessante elenco di buone prassi per ridurre il pericolo di contrarre il contagio, rivolto proprio ai professionisti che visitano quotidianamente i propri clienti direttamente in azienda.

 

– Non effettuare sopralluoghi in aziende site nelle aree dove si sono creati focolai.

– Cercare di non raggiungere o lasciare le aree di focolaio, rispettare le indicazioni delle autorità sulla quarantena.

– Prima di recarsi in una azienda richiedere se nella stessa sono presenti lavoratori in quarantena o lavoratori che sono tornati negli ultimi 16 giorni dalla Cina o lavoratori residenti nelle aree ove si sono formati i focolai.

– Nel sopralluogo non avere contatti ravvicinati con lavoratori e non soffermarsi in zone affollate

– Lavarsi in modo profondo le mani prima, durante e dopo il sopralluogo.

– Evitare di toccare con le mani occhi, naso e bocca.

– Evitare di stringere la mano alle persone.

– Sanificare le attrezzature utilizzate con appositi prodotti (pc, strumenti misura, ecc).

– Preferire le scale all’ascensore (essendo luoghi chiusi ove può esserci il contatto ristretto con altre persone.

– Evitare di mangiare in mense o ristoranti a stretto contatto con altre persone, se possibile mangiare all’aria aperta portandosi il cibo da casa.

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Perchè l’aggiornamento dei modelli 231 ai reati tributari deve essere sostanziale!

L’aggiornamento dei modelli 231 ai reati tributari deve essere sostanziale!

Sì, è questo quello che deve avvenire, perchè in molti ritengono che sia sufficiente inserire nei modelli 231, le procedure contabili già presenti in azienda e che “appaiono” sufficienti a garantire eventuali sanzioni.
Ma non è così, tutt’altro! La spiegazione la fornisce in un interessante articolo pubblicato su NTplusfisco Il Sole 24 ore, l’Avvocato Angela Monti, presidente della Camera degli avvocati tributaristi di Milano.

L’autore parte da un interessante quesito: è possibile ritenere sostanzialmente adeguato un modello che richiami pedestremente le procedure contabili che già hanno dimostrato la loro solidità ed efficienza ai fini, ad esempio, del controllo di gestione?

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La risposta viene fornita analizzando il reato “dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici» all’articolo 3 del Dlgs 74/2000”.

L’autore sostiene che si tratta di  un reato di cui può essere imputabile «chiunque». La condotta rilevante infatti è rappresentata non solo e non tanto dall’utilizzo di documenti falsi diversi dalle fatture ma in generale dal compimento di «operazioni simulate oggettivamente o soggettivamente» o comunque dall’utilizzo di altri mezzi fraudolenti «idonei ad ostacolare l’accertamento e ad indurre in errore l’amministrazione finanziaria».

E questo ha come conseguenza che le misure di prevenzione del reato dovranno riguardare non solo l’aspetto tecnico-contabile (che certamente avrà rilievo) ma la “sostanza” delle operazioni rappresentate nelle scritture contabili e nella dichiarazione dei redditi.

Link articolo