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Edirama semplifica gli standard e le normative, rendendoli chiari e facili da applicare.
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sicurezza del lavoro, privacy, D.lgs 231/01, sistemi di gestione ISO, cybersecurity, Dora Act, Direttiva NIS 2, Intelligenza artificiale, ecc.
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ULTIMI POST PUBBLICATI
19/09/2026Bandi e avvisi incarichi di consulenza / D.lgs 231/01Sono disponibili su www.alert231.it, 3 nuove opportunità professionali per consulenti modelli 231 e presidenti/componenti organismo di vigilanza D.lgs 231/01 Consulta le anteprime delle opportunità professionali 231   [...]
19/09/2026AI - intelligenza artificialeL’Intelligenza Artificiale (IA) rappresenta una frontiera tecnologica in continua evoluzione, capace di trasformare i processi aziendali e di fornire vantaggi competitivi significativi. Tuttavia, l’adozione dell’IA non è priva di sfide, soprattutto in materia di compliance normativa. Il recente sviluppo dell’AI Act, insieme alle disposizioni del Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR), rende essenziale per le imprese e i professionisti comprendere appieno le implicazioni normative relative all’uso dell’IA. Le aziende si trovano ora a dover affrontare obblighi di compliance più rigorosi e specifici, con l’obiettivo di garantire una gestione etica e responsabile dei sistemi di IA. La normativa non solo si propone di tutelare i diritti dei cittadini europei, ma mira anche a promuovere un ambiente di innovazione sostenibile. Affrontare queste sfide richiede un approccio strategico e preparato, poiché le ispezioni e le sanzioni possono gravare pesantemente sulla reputazione e sulle finanze delle organizzazioni. Oblighi e adempimenti previsti dall’AI Act L’AI Act introduce un quadro normativo innovativo per la regolamentazione dei sistemi di IA in Europa. Tra gli obiettivi principali vi è quello di garantire che solo i sistemi di IA ad alto rischio possano operare in contesti sensibili, come quelli legati alla salute, alla sicurezza o ai diritti fondamentali. Classificazione dei sistemi di IA I sistemi di IA sono classificati in diverse categorie a seconda del rischio associato: IA a basso rischio: massimo margine di libertà per le aziende, ma vi sono comunque requisiti di trasparenza. IA a medio rischio: richiede obblighi di registrazione e monitoraggio. IA ad alto rischio: soggetti a severe normative in termini di documentazione, audit e valutazioni di impatto. Questa classificazione impatta direttamente sulla compliance con il GDPR, in quanto le tecnologie di IA ad alto rischio richiedono un’attenzione particolare nella gestione dei dati personali. Gestione del rischio, accountability, DPIA, FRIA L’AI Act introduce anche il concetto di accountability, obbligando le organizzazioni a implementare misure proattive per gestire il rischio associato ai propri sistemi di IA. Questo include: DPIA (Data Protection Impact Assessment): un’analisi completa dei rischi per la protezione dei dati che deve essere effettuata nei casi di trattamento di dati personali ad alto rischio. FRIA (Foundation Risk Impact Assessment): focalizzata sulla valutazione dei rischi legati all’uso di sistemi di IA, necessaria per la certificazione di sistemi particolarmente complessi. Profili ispettivi e sanzionatori Le autorità competenti avranno il potere di effettuare controlli e ispezioni sui sistemi di IA. Le sanzioni per la non conformità possono comportare multe significative, fino al 6% del fatturato globale annuo o €20 milioni, a seconda di quale sia maggiore. È quindi cruciale che le aziende siano ben preparate e in misura da poter dimostrare la loro compliance. Errori comuni da evitare: Ignorare la classificazione del rischio dei sistemi di IA. Non implementare una DPIA e una FRIA adeguate. Trascurare la documentazione e la governance necessaria per garantire la compliance. Cosa dovrebbe fare oggi un’azienda o un consulente Le aziende e i consulenti devono iniziare immediatamente a: Valutare la classificazione dei propri sistemi di IA e identificare quelli ad alto rischio. Implementare procedure di DPIA e FRIA come standard di routine nelle attività di sviluppo e implementazione. Formare il personale su temi di compliance e gestione dei dati. L’importanza di avere una documentazione chiara e procedure pronte non può essere sottovalutata. Essere “inspection ready” significa essere sempre preparati a giustificare le proprie scelte e a dimostrare l’aderenza alle normative vigenti. Conclusione In sintesi, l’AI Act e le disposizioni del GDPR rappresentano una sfida ma anche un’opportunità per le aziende di rafforzare la loro governance dell’IA. Comprendere e attuare i requisiti normativi non è solo una questione di conformità, ma un passo essenziale per costruire una relazione di fiducia con i clienti e le parti interessate. La preparazione, l’automazione dei processi di compliance e una governance etica dei sistemi di IA sono ora più che mai indispensabili per garantire un’innovazione sostenibile e responsabile nel panorama europeo. [...]
18/09/2026ISO 9001:2026Aggiornarsi alle nuove versioni degli standard ISO rappresenta spesso una sfida significativa per aziende e professionisti della qualità. Il passaggio dalla ISO 9001:2015 alla ISO 9001:2026 richiede infatti una revisione accurata della documentazione e dei processi, al fine di mantenere la conformità e garantire l’efficacia del Sistema di Gestione per la Qualità. In questo contesto, disporre di una documentazione aggiornata e strutturata può facilitare e velocizzare il lavoro di adeguamento. Il Kit Documentazione ISO 9001:2026 si rivolge a aziende di diverse dimensioni, responsabili qualità, consulenti e auditor che devono gestire la transizione verso la nuova versione dello standard. Il kit fornisce un supporto operativo valido per sviluppare o aggiornare il Sistema di Gestione per la Qualità in modo organizzato e coerente con i requisiti della ISO 9001:2026. Il contenuto del kit comprende: Manuale del Sistema di Gestione per la Qualità aggiornato alla ISO 9001:2026; 19 procedure operative coordinate con il Manuale, tra cui la procedura per il contesto dell’organizzazione e la gestione di rischi e opportunità; check-list per l’audit del Sistema di Gestione; check-list specifica per la transizione dalla ISO 9001:2015 alla ISO 9001:2026. Tutti i documenti sono forniti in formato modificabile, permettendo così di personalizzare e adattare la documentazione in base al contesto, ai processi e alle specifiche caratteristiche dell’organizzazione. La struttura coordinata del materiale contribuisce a ridurre i tempi necessari per l’aggiornamento e a supportare l’identificazione delle aree che richiedono adeguamenti. Una volta acquistato, il kit è disponibile per download immediato, consentendo di iniziare subito a lavorare sulla documentazione. Questo approccio digitale permette di affrontare il percorso di aggiornamento con maggiore efficienza, senza dover partire da zero nella redazione dei documenti. Il Kit Documentazione ISO 9001:2026 rappresenta quindi uno strumento utile per chi, in ambito aziendale o consulenziale, si trova a dover gestire l’aggiornamento del Sistema di Gestione per la Qualità alle nuove specifiche ISO, supportando in modo strutturato la transizione e l’adeguamento normativo. Approfondisci contenuti e caratteristiche: consulta la scheda completa del prodotto. [...]
17/09/2026D.lgs 231/01L’Intelligenza Artificiale entra nel sistema della responsabilità amministrativa degli enti. Con il Decreto Legislativo 9 settembre 2026, n. 160, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 214 del 15 settembre 2026 e con entrata in vigore il 30 settembre 2026, viene introdotto nel D.Lgs. 231/2001 il nuovo art. 25-vicies – “Reati commessi con l’uso di sistemi di intelligenza artificiale”. La novità interessa direttamente le organizzazioni che utilizzano sistemi di IA e impone una nuova valutazione sia del Modello Organizzativo 231, sia delle attività di controllo dell’Organismo di Vigilanza. I nuovi reati IA che entrano nel sistema 231 Il D.Lgs. 160/2026 introduce, tra le altre novità, due fattispecie particolarmente rilevanti ai fini della responsabilità dell’ente. La prima è il nuovo art. 437-bis c.p., relativo all’omessa adozione delle misure di sicurezza nei sistemi di intelligenza artificiale e all’alterazione illecita dei sistemi. La disposizione riguarda in particolare i sistemi IA ad alto rischio e considera anche l’omessa adozione delle previste misure di sorveglianza umana. La seconda è l’art. 612-quater c.p., relativo alla diffusione illecita di contenuti generati o manipolati artificialmente, con particolare riferimento ai cosiddetti deepfake. Il nuovo art. 25-vicies inserisce entrambe le fattispecie nel sistema della responsabilità amministrativa degli enti. Per il reato previsto dall’art. 437-bis c.p. sono previste per l’ente sanzioni pecuniarie da 600 a 1.000 quote, oltre alle sanzioni interdittive indicate dalla nuova disciplina; per l’art. 612-quater sono previste sanzioni pecuniarie da 200 a 700 quote. Non basta aggiungere due reati alla Parte Speciale Per le organizzazioni dotate di un Modello 231 il problema non può essere affrontato semplicemente inserendo i riferimenti ai nuovi articoli del codice penale. L’introduzione dei reati connessi all’IA richiede di verificare concretamente dove e come l’intelligenza artificiale viene utilizzata nell’organizzazione. Occorre quindi considerare, tra gli altri aspetti: i sistemi IA utilizzati nei processi aziendali; gli eventuali sistemi classificabili ad alto rischio; i processi e le attività sensibili ai fini 231; le responsabilità e le autorizzazioni interne; le misure di sicurezza; la sorveglianza umana; l’utilizzo di sistemi di IA generativa; la produzione e diffusione di contenuti sintetici o manipolati; i rapporti con fornitori e sviluppatori di sistemi IA; la formazione del personale; i controlli e i flussi informativi destinati all’OdV. In altre parole, il rischio IA deve entrare nella struttura del sistema 231. Per chi deve aggiornare il Modello 231: una Suite operativa dedicata ai nuovi reati IA Per supportare aziende e consulenti nell’adeguamento è stata predisposta la Suite Aggiornamento Modello 231 – Reati IA art. 437-bis e art. 612-quater c.p. L’obiettivo è trasformare la novità legislativa in un percorso operativo di aggiornamento del Modello, evitando di limitarsi a un intervento puramente formale. La Suite consente di affrontare gli elementi centrali dell’adeguamento: individuazione dei nuovi rischi, aggiornamento della documentazione 231, definizione dei protocolli relativi all’utilizzo dell’IA, controlli e flussi verso l’Organismo di Vigilanza. È uno strumento pensato in particolare per consulenti 231, compliance manager, responsabili aziendali e professionisti chiamati ad aggiornare Modelli Organizzativi già adottati.   E per l’OdV? Cambia anche il Piano di Vigilanza L’aggiornamento del Modello rappresenta solo una parte dell’intervento. Anche l’Organismo di Vigilanza 231 deve infatti chiedersi se l’introduzione e l’utilizzo di sistemi di IA abbiano modificato il profilo di rischio dell’ente e se i protocolli adottati siano concretamente applicati. L’OdV dovrà quindi integrare progressivamente nel proprio sistema di vigilanza controlli riguardanti, ad esempio, l’inventario dei sistemi IA, le responsabilità, le autorizzazioni, la sorveglianza umana, le misure di sicurezza, la formazione, gli incidenti e le anomalie, i fornitori e il rispetto dei protocolli previsti dal Modello. Diventa inoltre importante acquisire flussi informativi specifici sull’IA, in modo da evitare che l’Organismo venga a conoscenza dell’introduzione di nuovi strumenti o nuovi utilizzi soltanto in occasione di un audit o, peggio, dopo un incidente. Manager IA per OdV 231: organizzare e documentare la vigilanza Per questa esigenza è disponibile il Software Manager IA per OdV 231, sviluppato specificamente per supportare l’Organismo di Vigilanza nella gestione dei controlli collegati all’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Il principio è semplice: il nuovo rischio IA non deve diventare soltanto un altro punto teorico del Piano di Vigilanza, ma deve poter essere gestito, controllato e documentato nel tempo. Lo strumento è rivolto agli OdV che devono integrare il rischio IA nelle proprie attività e mantenere evidenza delle verifiche effettuate. Scopri il Software Manager IA per OdV 231 Due esigenze diverse, un unico percorso di adeguamento Con l’ingresso dei reati IA nel catalogo 231 emergono quindi due livelli di intervento distinti ma collegati. Per l’azienda e per il consulente 231: aggiornare il sistema di prevenzione, partendo dalla mappatura dei rischi e arrivando a procedure, protocolli, responsabilità, formazione e flussi informativi. Per l’Organismo di Vigilanza: aggiornare il Piano di Vigilanza e introdurre controlli specifici sull’utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale e sull’effettiva applicazione dei presidi adottati dall’ente. Il punto centrale non è quindi semplicemente chiedersi: “Il Modello 231 cita i nuovi reati IA?” La domanda corretta diventa: “L’organizzazione ha individuato i propri rischi legati all’IA e dispone di presidi e controlli concretamente verificabili?” Con l’entrata in vigore del D.Lgs. 160/2026, questo tema entra a pieno titolo nell’agenda di chi gestisce e vigila sui Modelli 231. [...]
17/09/2026Bandi e avvisi incarichi di consulenzaNuova Formula START di AlertBandi.com: 30 giorni per provarlo sul campo Vuoi capire se AlertBandi.com può realmente aiutarti a trovare nuove opportunità professionali e incarichi di consulenza? Da oggi puoi iniziare con la nuova Formula START – 30 giorni. 300 € + IVA per accedere per 30 giorni a tutti i bandi per incarichi di consulenza disponibili su AlertBandi.com. Come funziona? ✓ Accedi per 30 giorni al servizio completo (tutti i bandi) di AlertBandi.com al costo di 300 € + IVA. ✓ Non vuoi continuare? Puoi cancellare (dal tuo account) il rinnovo in qualsiasi momento durante i 30 giorni e comunque entro il giorno precedente la scadenza. In questo caso non ti verrà addebitato alcun altro importo e l’accesso terminerà alla fine dei 30 giorni. ✓ Vuoi continuare? Non devi fare nulla. Dal 31° giorno viene attivato automaticamente l’abbonamento annuale di 12 mesi. E i 300 € già pagati? Non sono un costo aggiuntivo: vengono interamente detratti dal prezzo dell’abbonamento annuale di 1.080 € + IVA. Al 31° giorno verranno quindi addebitati soltanto i 780 € + IVA rimanenti. In sintesi: _Primi 30 giorni → 300 € + IVA _Cancellazione entro il 30° giorno → nessun altro addebito _Nessuna cancellazione → dal 31° giorno 780 € + IVA e attivazione dell’abbonamento annuale _30 giorni per utilizzare davvero AlertBandi.com e decidere se continuare. [...]
16/09/2026ISO 9001Il 16 settembre 2026 ISO ha pubblicato ufficialmente la nuova ISO 9001:2026, sesta edizione dello standard internazionale dedicato ai Sistemi di Gestione per la Qualità. La nuova edizione sostituisce la ISO 9001:2015 e introduce una serie di aggiornamenti che richiederanno alle organizzazioni certificate di verificare e, dove necessario, adeguare il proprio Sistema di Gestione per la Qualità. La buona notizia è che non siamo di fronte a uno stravolgimento della ISO 9001. L’impostazione generale rimane riconoscibile e le aziende che dispongono già di un SGQ conforme alla ISO 9001:2015 potranno affrontare l’aggiornamento intervenendo soprattutto sui requisiti modificati o rafforzati. Le principali novità della ISO 9001:2026 1. Maggiore attenzione alla cultura della qualità Una delle novità più significative riguarda il ruolo della cultura della qualità all’interno dell’organizzazione. La nuova ISO 9001 attribuisce maggiore importanza alla capacità della direzione di promuovere concretamente comportamenti, valori e modalità operative coerenti con gli obiettivi del Sistema Qualità. Non sarà quindi sufficiente disporre di procedure formalmente corrette: occorrerà verificare quanto i principi della qualità siano effettivamente conosciuti e applicati all’interno dell’organizzazione. 2. Comportamento etico La ISO 9001:2026 introduce una maggiore attenzione anche al comportamento etico. Leadership e personale dovranno essere maggiormente consapevoli dell’importanza di comportamenti coerenti con i principi e gli impegni assunti dall’organizzazione. Per molte aziende questo potrà comportare una verifica della politica aziendale, dei principi di comportamento, delle attività di sensibilizzazione e delle modalità con cui tali aspetti vengono effettivamente comunicati al personale. 3. Rischi e opportunità vengono distinti Un cambiamento operativo importante interessa il punto 6.1. Nella precedente edizione rischi e opportunità erano affrontati congiuntamente. La ISO 9001:2026 rende più evidente la necessità di considerarli separatamente. L’organizzazione dovrà quindi essere in grado di: individuare i rischi; valutarli e definire le relative azioni; identificare le opportunità; stabilire come perseguire le opportunità considerate rilevanti; verificare l’efficacia delle azioni intraprese. Questo aspetto potrebbe richiedere la revisione delle attuali metodologie e dei documenti utilizzati per la gestione di rischi e opportunità. 4. Qualità maggiormente collegata alla strategia aziendale La nuova edizione rafforza il collegamento tra Sistema di Gestione per la Qualità e direzione strategica dell’organizzazione. La politica per la qualità non dovrebbe essere considerata un documento isolato predisposto principalmente ai fini della certificazione. Dovrà essere coerente con: contesto aziendale; obiettivi strategici; esigenze delle parti interessate; priorità della direzione; evoluzione dell’organizzazione. Diventa quindi ancora più importante coinvolgere concretamente l’alta direzione nella gestione e nel riesame del SGQ. 5. Cambiamento climatico e analisi del contesto La nuova edizione incorpora le modifiche già introdotte nel 2024 attraverso l’Amendment 1 alla ISO 9001:2015, relative al cambiamento climatico. Nell’analisi del contesto l’organizzazione deve quindi determinare se il cambiamento climatico rappresenti una questione rilevante per il proprio Sistema Qualità. Anche le parti interessate potrebbero avere requisiti connessi al cambiamento climatico. Non significa che ogni azienda debba necessariamente introdurre complesse procedure ambientali nel SGQ: occorre però poter dimostrare di avere effettuato la valutazione della rilevanza del tema rispetto al proprio contesto. 6. Maggiore attenzione alla gestione del cambiamento La ISO 9001:2026 rafforza inoltre l’approccio alla gestione dei cambiamenti. Modifiche organizzative, tecnologiche, operative o documentali dovranno essere adeguatamente pianificate e gestite. Per esempio: introduzione di nuovi software; automazione dei processi; modifiche organizzative; introduzione di nuovi prodotti o servizi; cambiamenti nei fornitori; variazioni significative dei processi; modifiche del Sistema Qualità. Diventa quindi opportuno verificare se l’attuale procedura di gestione delle modifiche sia sufficientemente strutturata. Intelligenza artificiale: attenzione a non attribuire alla norma requisiti che non contiene Durante il percorso di revisione si è discusso molto di digitalizzazione e intelligenza artificiale. È importante però distinguere le aspettative sviluppatesi durante la revisione dai requisiti effettivamente pubblicati. La ISO 9001:2026 non introduce uno specifico sistema di requisiti dedicato all’intelligenza artificiale. Analogamente, non introduce requisiti autonomi e dettagliati sulla resilienza della supply chain o un nuovo sistema generale di requisiti ESG. Naturalmente IA, digitalizzazione o supply chain possono diventare rilevanti per il SGQ quando incidono sul contesto, sui processi, sui rischi, sulle competenze o sulla capacità di fornire prodotti e servizi conformi. La struttura della ISO 9001 rimane familiare La nuova ISO 9001 mantiene l’impostazione armonizzata delle norme ISO sui sistemi di gestione. Restano quindi i tradizionali capitoli dedicati a: 4 – Contesto dell’organizzazione 5 – Leadership 6 – Pianificazione 7 – Supporto 8 – Attività operative 9 – Valutazione delle prestazioni 10 – Miglioramento La nuova edizione adotta inoltre l’ultima Harmonized Structure prevista per gli standard ISO sui sistemi di gestione, facilitando l’integrazione con altri sistemi ISO. Cosa dovrebbe fare adesso un’azienda certificata ISO 9001 L’errore sarebbe partire immediatamente riscrivendo manuale e procedure. Il primo passaggio dovrebbe essere una Gap Analysis ISO 9001:2015 – ISO 9001:2026. L’organizzazione dovrebbe individuare: Area Verifica da effettuare Contesto Verificare nuovi elementi rilevanti e considerazioni climatiche Leadership Valutare cultura della qualità e comportamento etico Politica Verificare il collegamento con la strategia Rischi Riesaminare metodologia e criteri Opportunità Gestirle distintamente dai rischi Consapevolezza Aggiornare informazione e sensibilizzazione del personale Cambiamenti Verificare pianificazione e controllo delle modifiche Documentazione Individuare manuali, procedure e moduli da aggiornare Audit interno Integrare i nuovi requisiti nelle check-list Riesame Aggiornare gli elementi da sottoporre alla direzione Quali documenti del Sistema Qualità potrebbero richiedere un aggiornamento? L’impatto dipenderà naturalmente dal SGQ esistente, ma è opportuno verificare almeno: Manuale del Sistema di Gestione per la Qualità Dovranno essere riesaminati i riferimenti normativi e le parti relative a contesto, leadership, pianificazione, rischi e opportunità. Analisi del contesto Occorrerà verificare la presenza dei nuovi elementi richiesti e documentare la valutazione relativa al cambiamento climatico. Politica per la qualità Andrà verificata la coerenza con la direzione strategica e con la cultura della qualità che l’organizzazione intende promuovere. Risk Assessment Potrebbe essere necessario modificare strumenti e metodologie utilizzati, soprattutto per rendere più evidente la distinzione tra rischi e opportunità. Procedura di gestione dei cambiamenti È opportuno verificare che responsabilità, pianificazione, comunicazione e riesame delle modifiche siano adeguatamente disciplinati. Formazione e consapevolezza Potrebbero essere necessari aggiornamenti dei contenuti informativi e formativi rivolti al personale. Check-list di audit interno Gli auditor dovranno disporre di nuove domande di verifica riferite ai requisiti introdotti o modificati dalla ISO 9001:2026. Riesame della direzione Il riesame dovrà essere verificato alla luce dei nuovi requisiti e dell’accresciuto collegamento tra SGQ, leadership e strategia. Un possibile percorso di aggiornamento Per affrontare la transizione in maniera strutturata può essere utile procedere attraverso queste fasi: 1. Analizzare la ISO 9001:2026 Individuare requisiti nuovi, modificati e chiariti. 2. Effettuare la Gap Analysis Confrontare ogni requisito con il Sistema Qualità esistente. 3. Definire un Piano di Adeguamento Per ogni gap individuare attività, responsabile, scadenza e documento interessato. 4. Aggiornare la documentazione Intervenire solamente sui documenti effettivamente interessati. 5. Informare e formare il personale Concentrandosi soprattutto sulle modifiche che incidono concretamente sulle attività svolte. 6. Effettuare un audit interno ISO 9001:2026 Verificare l’effettiva implementazione delle modifiche. 7. Effettuare il riesame della direzione Valutare lo stato dell’adeguamento e l’efficacia delle azioni intraprese. 8. Preparare l’audit di transizione Raccogliere evidenze documentali e operative che dimostrino l’adeguamento alla nuova edizione. ISO 9001:2026: non serve rifare tutto Il concetto fondamentale per le organizzazioni già certificate è semplice: aggiornare non significa ricostruire da zero il Sistema Qualità. La ISO 9001:2026 rappresenta un’evoluzione della precedente edizione. Per questo il percorso più efficace consiste nel partire dal SGQ esistente, identificare puntualmente le differenze, aggiornare solo ciò che risulta necessario e verificare attraverso audit interni che le modifiche siano realmente applicate. L’obiettivo non dovrebbe essere semplicemente “aggiornare i documenti alla ISO 9001:2026”, ma utilizzare la transizione per rendere il Sistema Qualità maggiormente integrato con la gestione reale dell’organizzazione. [...]
16/09/2026ISO 9001 / ISO 9001:2026Con l’aggiornamento alla ISO 9001:2026, pubblicata il 16 settembre 2026 e che sostituisce la versione 2015, molte organizzazioni certificate si trovano ad affrontare la necessità di adattare il proprio Sistema di Gestione Qualità (SGQ) alle nuove disposizioni normativi. Tale revisione introduce elementi significativi come il cambiamento climatico nel contesto aziendale, la distinzione tra rischi e opportunità, l’accento su cultura della qualità ed etica, oltre alla riorganizzazione della struttura armonizzata e nuovi allegati. Per i responsabili qualità e le figure coinvolte nella gestione o audit dei SGQ, affrontare questo processo in modo sistematico rappresenta una sfida che necessita di strumenti dedicati e pratici. Il prodotto «Aggiornamento SGQ a ISO 9001:2026 — Tool per Responsabili Qualità (Licenza annuale)» si rivolge proprio a queste esigenze. È pensato per responsabili qualità di aziende certificate ISO 9001, consulenti e auditor interni o esterni che gestiscono più realtà aziendali, nonché per le direzioni interessate a monitorare l’avanzamento del processo di adeguamento. Il tool accompagna l’utente passo per passo nel riesame e nell’aggiornamento del SGQ, offrendo diverse funzionalità principali: Sintesi ragionata delle novità normative della ISO 9001:2026 rispetto al 2015, articolata punto per punto, con approfondimenti su struttura, contesto e requisiti; Gap analysis strutturata per ciascun punto della norma, inclusi Allegati A e B, con possibilità di indicare stato di avanzamento, responsabile, scadenza e annotazioni; Registro documenti precompilato e personalizzabile, per tenere traccia delle voci regolatorie o operative da aggiornare; Esportazione di report riepilogativi stampabili o in formato PDF, oltre a esportazioni in Excel, utili per il Riesame di Direzione e per l’evidenza dell’audit; Backup e ripristino dei dati in modo semplice, per la protezione del lavoro svolto. Il software non necessita di installazione poiché si apre direttamente in qualunque browser, anche in modalità offline. Tutti i dati restano salvati sul dispositivo dell’utente senza essere inviati a server esterni, garantendo riservatezza e controllo. L’interfaccia è chiara e completamente in italiano, studiata per utenti senza specifiche competenze informatiche. La licenza d’uso ha durata annuale e si attiva su un singolo dispositivo tramite codici seriale e di sblocco forniti da Edirama al momento della registrazione. Il rinnovo è guidato direttamente dall’interno dello strumento. È importante sottolineare che questo tool è pensato come supporto operativo per l’autovalutazione e l’organizzazione del lavoro di aggiornamento. Non sostituisce il parere di consulenti qualità o l’intervento di enti di certificazione in caso di interpretazioni complesse o dubbi specifici. Approfondisci contenuti e caratteristiche: consulta la scheda completa del prodotto. [...]
16/09/2026AI - intelligenza artificialeIntroduzione Negli ultimi anni, l’Intelligenza Artificiale (IA) ha assunto un ruolo sempre più centrale nel mondo aziendale, rivoluzionando modalità operative, analisi dati e interazioni con i clienti. Tuttavia, con l’aumento dell’utilizzo di sistemi di IA, sorgono come mai prima d’ora interrogativi su responsabilità, sicurezza e protezione dei dati. Le normative europee, in particolare l’AI Act e il GDPR, si propongono di affrontare queste questioni, garantendo un uso etico e responsabile di tali tecnologie. Per le aziende e i professionisti, è cruciale comprendere come questi regolamenti impattano non solo la gestione dei dati, ma anche la governance dell’IA a livello pratico. Adeguarsi a tali normative non è solo un obbligo legale, ma rappresenta anche un’opportunità per rafforzare la fiducia dei clienti e migliorare la reputazione aziendale. Obblighi e Adempimenti Previsti dall’AI Act L’AI Act, proposto dalla Commissione Europea, rappresenta il primo tentativo di regolamentare l’uso dell’Intelligenza Artificiale a livello normativo. Esso introduce un quadro giuridico basato su una classificazione dei sistemi di IA, che varia a seconda del rischio associato. Classificazione dei Sistemi di IA Alto rischio: include applicazioni che possono avere impatti significativi su salute, sicurezza e diritti fondamentali, come i sistemi di riconoscimento facciale o i sistemi di IA utilizzati nella salute pubblica. Rischio limitato: applicazioni orientate al consumer, come i chatbot e assistenti virtuali, soggetti a requisiti di trasparenza. Rischio minimo: sistemi che non presentano rischi significativi, che non richiedono interventi aggiuntivi. Adempimenti per i Sistemi ad Alto Rischio Le organizzazioni che implementano IA ad alto rischio devono rispettare specifici obblighi: Valutazione del rischio: devono condurre delle valutazioni di impatto per garantire che i sistemi non violino i diritti degli utenti. Governance e accountability: ogni sistema di IA deve prevedere meccanismi di governance per il monitoraggio e il controllo dei processi decisionali automatizzati. Documentazione e reportistica: l’implementazione di sistemi di IA deve essere accompagnata da documentazione precisa, per garantire la trasparenza durante eventuali ispezioni. Gestione del Rischio e DPIA La gestione del rischio nell’ambito dell’IA è cruciale. Il GDPR richiede che le organizzazioni conducano una Valutazione di Impatto sulla Protezione dei Dati (DPIA) quando il trattamento dei dati presenta un alto rischio per i diritti e le libertà degli interessati. Nel contesto dell’AI Act, è necessario integrare processi di Governance dell’IA nell’ambito delle DPIA. Errori Comuni da Evitare Durante la fase di implementazione di sistemi di IA, le aziende commettono frequentemente alcuni errori, tra cui: Sottovalutare la necessità di documentazione: Non fornire prove adeguate di conformità può portare a conseguenze legali e multe. Ignorare le linee guida nazionali e internazionali: È essenziale essere aggiornati sulle normative locali e sulle linee guida in materia di IA. Inadeguata formazione del personale: Non investire nella formazione può compromettere la compliance normativa. Cosa Dovrebbe Fare Oggi un’Azienda o un Consulente In questo contesto normativo in rapidissima evoluzione, è fondamentale che le aziende inizino a prepararsi per l’applicazione dei regolamenti. Le seguenti azioni sono essenziali: Audit di compliance: Condurre una revisione dei sistemi di IA esistenti e rivedere le pratiche di gestione dei dati. Sviluppare procedure interne: Creare policy aziendali che rispettino i requisiti del GDPR e dell’AI Act, sottolineando la responsabilità e la trasparenza nelle decisioni automatizzate. Implementazione di strumenti “inspection ready”: Adottare soluzioni tecnologiche e processi che facilitano la conformità e la tracciabilità in caso di ispezione. Conclusione La regolamentazione dell’Intelligenza Artificiale attraverso l’AI Act e la gestione della protezione dei dati secondo il GDPR richiedono un approccio proattivo e ben strutturato. Le aziende devono integrare nella loro governance pratiche di compliance che possano garantire non solo la tutela dei dati, ma anche l’uso etico e responsabile della tecnologia. Un’adeguata documentazione, procedure standardizzate e strumenti pronti per ispezioni rappresentano i fondamenti per affrontare al meglio queste sfide normative. Rimanere aggiornati sugli sviluppi legislativi e adottare strumenti efficaci possono fare la differenza nella gestione fluida dei sistemi di IA nel contesto europeo. [...]
16/09/2026Bandi e avvisi incarichi di consulenzaI bandi pubblicati su www.alertbandi.com per incarichi professionali rivolti a consulenti compliance Periodo analizzato: 07/09/2026 – 13/09/2026 Numero complessivo di bandi: 12 Importo complessivo di tutti i bandi: 330.800,00 €   Riepilogo per categoria Categoria Numero bandi Importo complessivo Consulenza del lavoro 2 35.500,00 € D.lgs 231/01 2 22.800,00 € Internal Audit 1 24.000,00 € Medico competente 1 10.000,00 € Privacy – DPO 1 36.000,00 € Servizi fiscali 1 18.500,00 € Servizi legali 3 45.000,00 € Sicurezza del lavoro 2 100.000,00 € Sistemi di gestione 2 86.000,00 € Totale 12 330.800,00 € [...]
14/09/2026D.lgs 231/01Il 2026 sta ampliando e modificando il perimetro dei rischi rilevanti ai fini del D.Lgs. 231/2001. Per aziende, consulenti e Organismi di Vigilanza diventa quindi necessario verificare se i Modelli 231 esistenti siano ancora adeguati. L’aggiornamento non dovrebbe limitarsi al semplice inserimento dei nuovi reati presupposto. È opportuno riesaminare anche Risk Assessment, attività sensibili, protocolli, procedure, controlli e flussi informativi verso l’OdV. Tra le aree che richiedono maggiore attenzione: Trade Compliance e sanzioni UE, con particolare riguardo a operazioni internazionali, controparti ed export control; reati ambientali, verificando procedure, autorizzazioni e sistemi di controllo; filiera e supply chain, rafforzando qualificazione, monitoraggio e audit dei fornitori; appalti e rischio di sfruttamento del lavoro, andando oltre le verifiche meramente documentali; sistema dei controlli e ruolo dell’OdV, con una revisione dei flussi informativi e del piano delle verifiche. Il punto centrale è quindi passare da un aggiornamento puramente documentale a una domanda molto più concreta: i controlli previsti dal Modello 231 sono ancora realmente adeguati rispetto ai nuovi rischi dell’organizzazione? Nell’articolo completo analizziamo le principali novità e gli interventi da valutare sul Modello 231. → Leggi l’articolo completo su Alert231.it: Modello 231: cosa aggiornare e quali sono le nuove priorità [...]